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Da più di 125 anni sono neri, rotondi e con un buco in mezzo, e sostengono le nostre amate vetture per chilometri e chilometri senza dare spesso e volentieri qualche segno di cedimento, oltretutto negli ultimi anni dove la tecnologia ha raggiunto dei livelli davvero altissimi, anche in questo campo, facendo aumentare aderenza, prestazioni e soprattutto sicurezza su strada. Ma la struttura dei pneumatici potrebbe addirittura presto cambiare, soprattutto nel terzo elemento elencato all’inizio, oltre ad essere stati inventati i runflat che corrono anche con una gomma forata, si sta pensando ai pneumatici airless, ovvero senza camera d’aria.

Però dietro ogni nuova invenzione e ogni nuovo prodotti ci sono almeno tre anni di studi e soprattutto test che vengono effettuati in appositi centri e piste sparse per il mondo, altamente segrete, tranne qualcuna, come il TCE e l’EUPG, i centri tecnici e di prova della Bridgestone, situati addirittura in Provincia di Roma, precisamente a Camporomano e ad Aprilia. Proprio così, nella nostra penisola non vengono prodotti solamente i pneumatici Pirelli, ma anche quelli del colosso giapponese che ha messo la base europea proprio qui, con un centro davvero ultra avanzato.

A lavorarci ci sono oltre 400 addetti, tra ingegneri, chimici, tecnici e collaudatori che lavorano giorno per giorno in contatto con la sede di Tokyo in tempo reale o quasi. In questo centro vengono sperimentati i materiali e quelli che saranno le future gomme per le nostre auto e non solo. Infatti gli ingegneri progettano non solo modelli per le berline, ma anche per veicoli agricoli, europei, americano e anche africani, insomma gli studi sono davvero tanto e ce n’è per tutti i gusti. Ogni ruota dovrà avere le caratteristiche perfette per il tipo di utilizzo che dovrà fare e la Bridgestone in questo campo è davvero una delle migliori al mondo.

La parte più divertente potrebbe sembrare quella del collaudo, dove appunto si abbina il piacere di guida, ma tutto comincia sempre da un lavoro molto più faticoso, fatto di progettazione, ricerca e sperimentazione, oltre che da zero, visto che il primo passo è creare modelli in 2D e 3D per poi renderli reali. L’obiettivo entro la metà del secolo è quello di utilizzare solamente prodotti naturali, e questo è già in parte possibile, successivamente prima di passare su strada, i test vengono effettuati in laboratorio, valutando così resistenza, invecchiamento e aderenza.

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